Senza “caos” non c’è conoscenza.

Senza una frequente rinuncia alla ragione

non c’è progresso.

Paul Feyerabend[1]

Discorsi da Bar Sport

Ormai da tempo, da quando questo maledetto Covid-19 è entrato nelle nostre vite stravolgendole, molte persone con le quali si ha occasione di parlare nelle code davanti i supermercati, io stesso prima di tutti, convintamente auspichiamo che tutto questo possa almeno servire a cambiare un po’ il nostro modo di essere, farci ripensare il nostro egoismo, indurci a rispettare di più il pianeta e gli altri.

Allo stesso modo sui vari social si sprecano commenti di chi spera altrettanto e chi afferma di aver scoperto un nuovo aspetto della vita, più rispettoso, più compassionevole, più “etico”.

A tutti coloro fanno da contraltare i molti che scrivono che no, non cambierà nulla, che tutto tornerà come prima, che questa speranza anche da loro condivisa è destinata a essere delusa, battuta dal nostro egoismo che prevarrà.

La forza dei “pochi”

Molti si chiedono come possa cambiare il mondo a fronte degli ancora troppo pochi che ne desiderano il miglioramento.

Permettetemi, trovo che questo “deporre le armi” perché chi vuole il cambiamento è un gruppo sparuto sia profondamente sbagliato. O forse, addirittura una scusa per evitare noi stessi di dover cambiare, quando le cose torneranno a una relativa normalità.

La nostra situazione sarà giocoforza diversa.

Il nostro Paese affronterà una recessione epocale, che impatterà moltissimo sui nostri stili di vita. Dovremo abituarci a un sistema ben diverso da quello che cui ci eravamo abituati; ripensare le nostre priorità e i nostri tempi sarà essenziale.

Ma dovremo anche considerare come la diminuzione dell’inquinamento, del traffico, la dilatazione dei tempi abbiano inciso profondamente nelle nostre coscienze. Le carenze dello Stato – conseguenza dei sacrifici che ci sono stati imposti perché necessari per il rispetto di parametri economici a tutto beneficio della finanza – hanno portato molti a essere attivi nel volontariato, a lavorare oltre i propri limiti in ossequi alla missione propria della loro attività, a donare convintamente alle organizzazioni no-profit. Inoltre, questo periodo di stop forzato ha portato molti di noi a riflettere, a porsi domande, anche a meditare. Non sempre le risposte sono state piacevoli.

Il mondo non cambierà? Non ne sono convinto.

Il mondo cambierà se e tanto quanto siamo cambiati o cambieremo noi. E non importa che siamo pochi (io comunque credo che siamo più di ciò che si immagini…). Come mettere una goccia di liquido colorante in un contenitore d’acqua: l’acqua si colorerà mano a mano che le gocce vengono aggiunte, diventano più numerose, sino ad essere l’acqua stessa una sostanza colorante. E’ quindi responsabilità di ciascuno di noi innescare questo cambiamento.

Gandhi diceva “Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.”, e deve essere questo il nostro principio ispiratore.

Ma se è un caos! E peggiorerà…

Altro commento di chi resiste al cambiamento è che il nostro mondo è governato dal caos, e quindi è inutile impegnarsi perché sarà sempre proprio il caos a decidere la nostra direzione e destinazione. Secondo queste persone, tutto è un’illusione basata sui caotici movimenti delle forze, sulla lotta tra gli elementi.

Ma, secondo le più recenti teorie scientifiche di illustri scienziati, “se il caos è inspiegabile questo non significa che esso sia la verità ultima e la fonte della Conoscenza; la sua inspiegabilità è totalmente diversa. L’immagine astratta del caos e la sua inspiegabilità è un’illusione creata ad hoc per l’Ego, è la giustificazione e il motivo per non cercare di capire nulla, per non creare, non studiare e non muoversi.

Perché fare qualcosa se nulla dipende da nulla, se abbiamo un’ipotetica probabilità di avere qualcosa senza impegnarci: speriamo di essere fortunati!”.

Anche secondo Guitton, c’è una (non l’unica) lacuna della cosmologia scientifica. Lui la chiama il “miracolo matematico” o enigma delle coincidenze. “L’universo esibisce una strana particolarità: le sue leggi (non tutte, ndr) appaiono perfettamente decifrabili e traducibili per noi. Ma solo grazie a un particolare: l’esistenza in natura di alcune costanti, numeri inspiegabili, adimensionali e immotivati che combinati tra loro ci rendono i costituenti della materia e le forze che li fanno stare insieme. Insomma esistiamo grazie a quei numeri. Se anche uno di loro fosse solo leggermente diverso dal valore che ha… noi non ci saremmo. Ad esempio: se la “costante di struttura fine” (la misura dell’intensità delle interazioni elettromagnetiche) fosse solo leggermente diversa da 1/137 (un numero primo e senza decimali) la luce non interferirebbe con la materia e il mondo sarebbe opaco e informe; se la massa del protone non fosse esattamente 1.836,153 quella dell’elettrone o se le cariche dei quark (le particelle costitutive di protoni e neutroni) non fossero esattamente speculari e opposte a quelle degli elettroni, gli atomi non si formerebbero; se la costante gravitazionale di Newton non fosse esattamente pari a 6,67384 moltiplicata per 10-11, ogni corpo fuggirebbe nel cielo da ogni altro e non ci sarebbero stelle e pianeti. E così per altri parametri e costanti in natura[2].

Quindi, il caos che da alcuni viene accampato quale scusa per non impegnarsi, non è assenza di ordine; è invece “un grande sistema governato da leggi ancora non definibili, dove il disordine non è una manifestazione di confusione, ma di estrema complessità.[3].

Noi siamo il cambiamento, noi siamo la rivoluzione

Alla fin fine, credo che in un universo che non è governato dal caos, ma da leggi ben precise pur se troppo complesse per poter essere comprese da noi, ciascuno di noi, singolarmente, ha un ruolo per impattare sulla nostra limitata realtà.

La nostra possibilità di creare un mondo diverso passa dalla consapevolezza che ci rende liberi, dal coraggio di mettere in pratica la libertà, e dall’amore che ci permetterà di scegliere le azioni.

Anche iniziando in pochi e dalle piccole cose.

[1] Filosofo, e sociologo austriaco (1924-1994).

[2] https://www.ilfoglio.it/gli-inserti-del-foglio/2015/06/29/news/cosi-la-fisica-spiega-linspiegabile-origine-delluniverso-85225/

[3] https://wsimag.com/it/scienza-e-tecnologia/19401-linsostenibile-armonia-dellessere

Without “chaos” there is no knowledge.

Without frequent renunciation of reason

there is no progress.

Paul Feyerabend

Bar Sport speeches

For some time now, since this damned Covid-19 entered our lives distorting them, many people with whom we have the opportunity to speak in the queues in front of supermarkets, myself first of all, we sincerely hope that all this can at least serve to change a little our way of being, to make us rethink our selfishness, to induce us to respect the planet and others more.

In the same way, comments are wasted on the various social networks of those who hope equally and those who claim to have discovered a new aspect of life, more respectful, more compassionate, more “ethical”.

To all those oppose the many who write that no, nothing will change, that everything will return as before, that this hope shared by them is destined to be disappointed, beaten by our selfishness that will finally prevail.

The strength of the “few”

Many wonder how the world can change considering that there are still too few who want to improve it.

Allow me, I find that this “lay down the weapons” because whoever wants change is a small group is profoundly wrong. Or perhaps, even an excuse to avoid ourselves having to change, when things return to relative normalcy.

Our situation will be different.

Our country will face an epochal recession, which will have a huge impact on our lifestyles. We will have to get used to a system very different from what we were used to; rethinking our priorities and our times will be essential.

But we will also have to consider how the decrease in pollution, traffic and the expansion of time have deeply affected our consciences. The shortcomings of the government – a consequence of the sacrifices that have been imposed on us because they are necessary for the respect of economic parameters for the benefit of finance – have led many to be active in volunteering, to work beyond their limits in compliance with the mission proper to their activity , to donate convincingly to non-profit organizations. Furthermore, this forced stop period has led many of us to reflect, to ask ourselves questions, even to meditate. The responses were not always pleasant.

tutti siamo uno

The world won’t change? I am not convinced.

The world will change if and as much as we have changed or we will change. And it doesn’t matter that we are few (even if I still believe that we are more than we imagine …). It’s like putting a drop of coloring liquid in a container of water: the water will be colored as the drops are added, they become more numerous, until the water itself is a coloring substance. It is therefore the responsibility of each of us to trigger this change.

Gandhi said “Be the change you want to see in the world.”, And this must be our guiding principle.

But if it’s chaos! And it will get worse …

Another comment by those who resist change is that our world is governed by chaos, and therefore it is useless to commit ourselves because chaos will always decide our direction and destination. According to these people, everything is an illusion based on the chaotic movements of forces, on the struggle between the elements.

But, according to the most recent scientific theories of illustrious scientists, “if chaos is inexplicable this does not mean that it is the ultimate truth and the source of Knowledge; its inexplicability is totally different. The abstract image of chaos and its inexplicability is an illusion created specifically for the Ego, it is the justification and the reason for not trying to understand anything, not to create, not to study and not to move.

Why doing something if nothing depends on nothing, if we have a hypothetical probability of having something without committing ourselves: we hope to be lucky!“.

Even according to Guitton, there is one (not the only) gap in scientific cosmology. He calls it the “mathematical miracle” or puzzle of coincidences. “The universe exhibits a strange peculiarity: its laws (not all ones, my note) appear perfectly decipherable and translatable for us. But only thanks to one detail: the existence in nature of some constants, inexplicable, dimensionless and unmotivated numbers that combined together make us the constituents of matter and the forces that make them stay together. In short, we exist thanks to those numbers. If even one of them were only slightly different from the value it has … we wouldn’t be there. For example: if the “fine structure constant” (the measure of the intensity of electromagnetic interactions) were only slightly different from 1/137 (a prime number and without decimals) the light would not interfere with material and the world would be opaque and shapeless; if the mass of the proton was not exactly 1,836,153 that of the electron or if the charges of the quarks (the constituent particles of protons and neutrons) were not exactly specular and opposite to those of the electrons, the atoms would not form; if Newton’s gravitational constant were not exactly equal to 6.67384 multiplied by 10-11, each body would flee into the sky from each other and there would be no stars and planets. And so for other parameters and constants in nature.

Hence, the chaos that is being camped out by some as an excuse for not committing themselves is not the absence of order; instead it is “a great system governed by still undeterminable laws, where disorder is not a manifestation of confusion, but of extreme complexity.“.

We are the change, we are the revolution

In the end, I believe that in a universe that is not governed by chaos, but by very precise laws even if too complex to be understood by us, each of us, individually, has a role to impact on our limited reality.

Our ability to create a different world passes from the awareness that sets us free, from the courage to practice freedom, and from the love that will allow us to choose actions.

Even starting with few and small things.

 

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