Che cosa vuol dire ricominciare?

Per l’anima noi non siamo né inizio, né fine: tutta la nostra vita si svolge fuori dal tempo.

Non c’è niente da ricominciare.

Raffaele Morelli[1]

E’ passato del tempo, tanto tempo, da quando ho pubblicato il mio ultimo post su questo blog. Ma il lock-down impediva le uscite, l’attenzione si spostava sulle crisi sanitaria ed economica, la cecità iniziale dell’UE e – protratta – di paesi “frugali” esacerbava gli animi e il mio ultimo articolo, non pubblicato, avrebbe senz’altro attirato l’attenzione della Digos… Quindi ho preferito astenermi.

Ma ora, per fortuna, almeno la libertà personale ha riguadagnato spazio e la moto ha rivisto la strada.

La moto rivede la strada

La prima uscita è stata per il Passo del Penice, giusto per riprendere il gusto della guida e pulire la mente dalle scorie giornalistiche.

Partenza calma, senza levatacce, in direzione Bobbio dove arrivai in tarda mattinata. Non era ancora tempo di meditazione, per quanto l’aria avesse iniziato a pulire la mente dalle idee rivoluzionarie e troppo materiali. Il rombo del motore faceva vibrare il cuore ed era una stupenda colonna sonora per il paesaggio.

A Bobbio il circo delle moto che salivano e scendevano dalla strada del passo creava una processione continua. Una breve pausa nel paese ornato da coloratissime fioriere e popolato di persone coperte dalle tristi mascherine, attente a non avvicinarsi al prossimo.

Il panico “utile” instillato ai cittadini

A parte la tragica conta dei morti, questo è un triste strascico della pandemia: la paura del prossimo, la diffidenza, l’individualismo, il tutto aggravato dai toni utilizzati da mass media e politici tesi a diffondere il panico. E mi sono chiesto e mi chiedo ancora quanto un giusto allarme e comprensibili limitazioni dei diritti siano stati funzionali al mantenimento o rafforzamento di posizioni politiche che se fossero state valutate da cittadini “liberi” sarebbero state oggetto di un deciso cambio di scenario.

La strada del Penice

Ma, bando alle polemiche, la tentazione di fermarmi a mangiare un piatto di salumi era forte; decisi però che il richiamo della strada era più forte. La strada era diventata meno trafficata, le locande avevano attirato molta parte dei bikers. La strada libera mi regalava la possibilità di impostare le curve e di fermarmi di godere degli scenari che quelle bellissime colline offrivano.

Il Passo era popolato da numerose moto parcheggiate e bikers accaldati che si godevano birre ghiacciate, ma per me non era ancora tempo di fermarsi.

La strada che dal Penice scende in direzione Pavia è meno spettacolare, ma soprattutto l’asfalto è più sporco e rovinato. L’attenzione richiesta era quindi più elevata e il divertimento minore, mentre – dopo tanta astinenza dalla frequentazione di ristoranti – la voglia di mangiare qualcosa di sfizioso cresceva.

L’Antica Locanda del Groppo

Ormai alle pendici del monte vidi un cartello: “Antica Locanda del Groppo”. Per raggiungerla avrei dovuto imboccare una stretta stradina e percorrere qualche chilometro. La cosa era invitante… Poca folla, ritenevo.

Giunsi in un paesino dove il piccolo patio dell’Osteria mi si presentò davanti in modo accogliente. Dall’altra parte della stretta stradina un cortile adibito a parcheggio, dove stazionavano due enormi cavalli sellati; mi chiesi se avrei trovato Bud Spencer e Terence Hill seduti a un tavolo.

La proprietaria gentilissima mi illustrò i piatti preparati dal marito in cucina e devo dire… Agnolotti al brasato spettacolari! Tra i migliori che abbia mai mangiato! Accompagnato da un vinello della casa vinicola Cabanon che avrebbe ridato la vita a un cadavere!

Fu un pranzo spettacolare sia per il cibo che per l’ambiente, e non ultimo per il tempo passato a chiacchierare con i proprietari dell’Osteria e con il sindaco del paese (che andò a chiamare un paesano che aveva acquistato una HD 883 per sfotterlo sostenendo che tale moto fosse troppo piccola).

Gli effetti benefici di moto e cucina

Quando lasciai l’osteria avevo qualche bottiglia di vino nelle borse della moto; gli agnolotti non avrebbero tollerato il caldo di quel giorno.

La strada di rientro fu una lenta e rilassante cavalcata dove la meditazione su ciò avevo nel cuore fluì in modo naturale e continuo.

Ma questo pensiero lo riservo al prossimo post.

[1] Psichiatra, psicoterapeuta, filosofo e saggista italiano (1948).

 

What does it mean to start over?

For the soul we are neither the beginning nor the end: our whole life takes place outside of time.

There is nothing to start over.

Raffaele Morelli[1]

It’s been a long, long time since I published my last post on this blog. But the lock-down prevented exits, attention shifted to the health and economic crises, the initial blindness of the EU and – protracted – of “frugal” countries exacerbated the spirits and my last, unpublished article would certainly have other attracted the attention of Digos … So, I preferred to abstain.

But now, fortunately, at least personal freedom has regained space and the bike has reviewed the road.

The bike reviews the road

The first outing was for the Passo del Penice, just to resume the taste of driving and clean the mind of journalistic waste.

Calm departure, without early rising, towards Bobbio where I arrived late in the morning. It was not yet time for meditation, although the air had started to cleanse the mind of revolutionary and too material ideas. The roar of the engine made the heart vibrate and it was a wonderful soundtrack for the landscape.

In Bobbio the circus of motorbikes that went up and down the pass road created a continuous procession. A short break in the country adorned with colorful planters and populated by people covered with sad masks, careful not to get close to the next.

The “useful” panic instilled in the citizens

Aside from the tragic death toll, this is a sad aftermath of the pandemic: fear of others, mistrust, individualism, all compounded by the tones used by mass media and politicians aimed at spreading panic. And I asked myself and I still wonder how much a just alarm and understandable limitations of rights have been functional to the maintenance or strengthening of political positions that if they had been evaluated by “free” citizens they would have been subject to a decisive change of scenery.

The Penice road

But, no more controversy, the temptation to stop and eat a plate of cold cuts was strong; I decided, however, that the call of the road was stronger. The road had become less busy, the inns had attracted a lot of bikers. The free road gave me the opportunity to set the curves and stop to enjoy the scenarios that those beautiful hills offered.

The pass was populated by numerous parked motorbikes and hot bikers who enjoyed frozen beers, but for me it was not yet time to stop.

The road from Penice down towards Pavia is less spectacular, but above all the asphalt is dirtier and more damaged. The attention required was therefore higher and the fun less, while – after so much abstinence from frequenting restaurants – the desire to eat something delicious grew.

The Antica Locanda del Groppo

By now on the slopes of the mountain I saw a sign: “Antica Locanda del Groppo”. To reach it I would have to take a narrow road and go a few kilometers. It was inviting … Little crowd, I thought.

I arrived in a village where the small patio of the Osteria presented itself in a welcoming way.

On the other side of the narrow road there is a courtyard used for parking, where two huge saddled horses were stationed; I wondered if I would find Bud Spencer and Terence Hill sitting at a table.

The very kind owner illustrated the dishes prepared by her husband in the kitchen and I have to say … Spectacular braised Agnolotti! Among the best I’ve ever eaten! Accompanied by a wine from the Cabanon winery that would have given life to a corpse!

It was a spectacular lunch for both food and the environment, and not least for the time spent chatting with the owners of the Osteria and with the town mayor (who went to call a villager who had purchased an HD 883 to tease him claiming that this bike was too small).

The beneficial effects of motorcycles and cooking

When I left the tavern, I had a few bottles of wine in the motorcycle bags; the agnolotti would not have tolerated the heat of that day.

The way back was a slow and relaxing ride where the meditation on what I had in my heart flowed in a natural and continuous way.

But this thought is reserved for the next post.

[1] Italian psychiatrist, psychotherapist, philosopher and essayist (1948)

 

 

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