Che cosa è un Fratello biker?

E’ una persona con cui hai il coraggio di essere te stesso, e a lui va bene così.

AA.VV.

Mi è successa una cosa strana questa notte. Una zanzara, una delle ultime zanzare spero, mi ha ronzato nell’orecchio mentre ormai ero quasi addormentato. La reazione è stata di uno prossimo all’incoscienza: per ucciderla mi sono dato un ceffone, uno veramente forte, e… Penso di essere svenuto. Essere svenuto e aver sognato un sogno bellissimo. Questo.

Il sogno

L’appuntamento era al Gate 32 per poter partire alle 11:00. Gran parte dei Cinghialotti erano già lì quando sono arrivato io insieme a pochi altri, alla spicciolata. Alle 11:00, nulla si era mosso. E neppure alle 11:15. Anche alle 11:30 non c’era un accenno di movimento. Fino a quando Mario “Chef”, ad alta voce, ha lanciato il suo ammonimento: “Mi sta venendo fame!”. Da quel momento tutto si è velocizzato e, quasi alle 12:00, siamo partiti. Eravamo poco più di una decina per quella che è un classico dei Cinghialotti: la gita autunnale alla Madonna del Vento a Montalto Pavese.

In testa alla colonna la Barbara e l’Elio che guidavano il manipolo di bikers sulla statale che attraversa Certosa di Pavia (dove saggiamente hanno proposto una sosta-caffè), costeggia Pavia, passa per Casteggio e su, attraverso Montalto Pavese (dove saggiamente si sono fermati per riservare un tavolo al Ristorane Italia) fino alla nostra meta.

A stop at Certosa di Pavia

La Madonna del Vento

E devo dire che la meta, la Madonna del Vento, merita proprio tanto. Un senso di pace, uno scenario bellissimo. Un altarino dedicato alla Madonna su un crinale di collina sui cui pendii le viti offrono uno spettacolo di colori che variano tra il verde, il rosso e il giallo.

The autumn vines on the hills of Montalto Pavese

La strada non va oltre, quindi quel tratto è battuto solo da chi vuole raggiungere quel luogo poco conosciuto e da qualche endurista che si avventura sui sentieri sterrati. Una meraviglia. Devo ammettere di avere maturato la convinzione di dover tornare solo per sedermi in quel posto e meditare; comunicava un senso di pace estrema, di comunione con tutto il creato. Sembrava che quei colori, quelle viti, quei profumi autunnali penetrassero fino nel profondo dell’anima, avrei potuto giurare che tutta quella bellezza era dentro di me, che eravamo una cosa sola. Proprio ciò che cerco.

Some Cinghialotti on the ridge of the hill of the Madonna del Vento

Ristorante Italia

Ma, ahimé, non di solo spirito vive l’uomo, ma anche di affettati, di agnolotti, di risotti… E quindi, dopo una sosta che sarebbe stata troppo breve anche se fosse durata ore, ci siamo mossi per andare a nutrire il corpo dopo aver nutrito lo spirito.

Non mi dilungherò sul pranzo, buono e genuino come ce lo si può aspettare nelle campagne italiane; faccio parlare le foto che molto meglio di me rendono l’idea della bella compagnia.

Che malinconia

Ma chiuderò con un ultimo pensiero. Quando al rientro la compagnia, dopo l’ultima sosta di saluti, riparte snocciolata per un rientro libero e non in comitiva, può accadere – come è accaduto a me – che fermo a bordo strada dopo qualche chilometro (avevo trovato un venditore di funghi…) ti vedi passare davanti dapprima la Barbara… Poi, dopo qualche minuto l’Elio…. Ecco arrivare Mario… E dietro di lui c’è Ben… Oh, guarda guarda, Yoghi… Ormai ognuno pronto a prendere la deviazione che lo porterà a casa….

E ti prende quella sensazione di aver vissuto una cosa bella ma troppo breve.

Il risveglio

La mattina mi sono svegliato. Ho aperto il frigo. Ho trovato della coppa che avevo sognato di aver comprato al Ristorante Italia durante la sosta pranzo dei Cinghialotti.

Non era un sogno! Era successo veramente! Era realtà! E quindi la possiamo ripetere!

Sono ripartito per la giornata felice che le cose belle non capitano solo nei sogni!

What is a biking Brother?

He/She’s a person with whom you have the courage to be yourself, and he/she’s happy with that.

AA.VV.

Last night it happened to me something strange. A mosquito, one of the last mosquitos I hope, buzzed in my ear while I was almost asleep. The reaction what that of someone very near to unconsciousness; to kill it I slapped myself, truly hard, and… I think I fainted. I fainted and I dreamed a beautiful dream. That one.

The dream

The meeting was at Gate32 to be ready for kickstands up at 11:00. Many of the Cinghialotti were already there when I arrived with few others, a few at a time. At 11:00 nothing had moved. Nor at 11:15. At 11:30 as well there was no clue of the leaving time. Until when Mario “Chef”, loudly, launched his warning: “I am getting hungry!”. From that moment everything speeded up and, at almost 12:00, we left.

We were few more than ten for what is a classic of the Cinghialotti: the autumn ride to the Madonna del Vento at Montalto Pavese.

The column was headed by Barbara and Elio who were leading the bunch of bikers on the road that crosses Certosa di Pavia (were they wisely suggested a pause for a coffee), passes next to Pavia, Casteggio and up to ride through Montalto Pavese (where they wisely stopped to book a table to the Restaurant Italia), until our destination.

The Madonna del Vento (Holy Mother of the Wind)

And I must tell that the destination, the Madonna del Vento, truly deserves a visit. A sensation of peace, a beautiful landscape. A littler altar dedicated to the Holy Mother on the ridge of a hill on whose slopes the vines offer a color show varying from green, to red and yellow.

The altar of the Madonna del Vento

The road does not go further, so that it is rode across only by those who want to get there and from few endure riders that search dirt paths. Marvelous. I must admit that I decided to come back alone to sit there and meditate; that place was transmitting a great peace sensation, of communion with the Creation. It seemed like those colors, those vines, those autumn scents, were penetrating into the deep of my soul, I could have sworn that all that beauty was within me, that we were one only thing. Truly what I seek.

The vines on the hills of Montalto Pavese

 

Restaurant Italia

But, oh gosh!, not of spirit alone the man lives, but of salami, agnolotti, risotto as well… And therefore, after a stop that would have been too short even if it had lasted for hours, we left to nourish the body after having nourished the spirit.

I will not be long on the meal, good and genuine as you expect in the Italian countries; I leave the chair to the pics that, much better than me, give the idea of the nice bunch of friends.

A poor and humble meal for the modest Cinghialotti

What a melancholy

I will end with a last thought. When, at the time of getting back, after the last greetings stop, leave a few at a time for a free ride back, not as a row of bikers, it may happen – as it happened to me – that having stopped on the side of the road after few Kms. (I had found a guy who was selling mushrooms) you notice Barbara passing by… Then, after few minutes, Elio… Here is Mario… And after him there’s Ben… Oh, look at that, here is Yoghi…

Each one ready to take the detour that will lead him/her home…

And you feel that sensation that you lived something truly nice but too short.

The awakening

That morning I woke up. I opened the fridge. I found a coppa (salami) that I dreamed I had bought at the Ristorante Italia while I was eating there with the Cinghialotti.

It was not a dream! It really happened! It was true! And, therefore, we can do it again!

I started my day happy to have acknowledged that nice things do not only happen in dreams!

 

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2 commenti

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  • Bellissima la descrizione di questo giro!
    Un giro per vivere la moto e l’amicizia in un modo particolare, semplice ma che ti puo’ dare emozioni intense.
    E poi e’ notevole l’incipit del sogno perche’ andare in moto vuol dire anche sognare… ma ad occhi sempre ben aperti!

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